La disfunzione osteopatica è una diminuzione della forza vitale in un tessuto vivente, espressa da una diminuzione della sua mobilità, della sua vibrazione, della capacità d’espansione e retrazione.

“L’Osteopatia è la legge dello spirito, della materia e del movimento”. (A.T. Still)

La definizione classica per disfunzione osteopatica piuttosto che “lesione osteopatica” è “restrizione di mobilità tissulare“. Ciò sta a significare anche e/o conseguentemente un’alterazione emodinamica, neurovegetativa, ormonale ed umorale che si ripercuote sull’intero organismo.

I fenomeni di infiammazione, fibrotizzazione e sclerosi tissutale indotti dalla disfunzione creano una variazione nell’interscambio bio-umorale e neuro-informazionale tra tessuti, organi, sistemi CONTIGUI e/o distanti. l’organismo su tali basi crea una serie di risposte efferenti ed adattamneti periferici che hanno lo scopo di mantenere l’omeostasi organica.

Qualora la risposta non appaia soddisfacente in funzione dell’informazione o sia perpetrata nel tempo a discapito di essa stessa, si instaura nel corpo la disfunzione … primo passo verso la patologia.

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